Voci autorevoli, riflessioni sui grandi temi del presente e momenti di partecipazione hanno caratterizzato l’edizione 2026 del Festival promosso da Colacem con i Comuni del Casentino.
Si è conclusa l’edizione 2026 del Festival dell’Equilibrio, organizzato da Colacem in collaborazione con i Comuni del Casentino, un appuntamento che ha trasformato il territorio in uno spazio di confronto autentico tra culture, discipline e sensibilità diverse.
Il Festival si chiude, ma lascia aperto qualcosa di importante: uno spazio condiviso fatto di idee, visioni e dialoghi che ha unito la comunità casentinese a voci autorevoli del panorama scientifico, culturale e giornalistico.
Nel corso delle due giornate, attraverso incontri, dibattiti e scambi di idee, è stato delineato un racconto collettivo che ha offerto numerosi approfondimenti sui principali temi d’attualità, tra cui l’intelligenza artificiale, le trasformazioni sociali, gli equilibri geopolitici, il benessere psicologico e le relazioni tra cultura, natura e nuove generazioni.
Tra i relatori di questa edizione, con la moderazione di Marianna Aprile, Cosimo Accoto, Pierluigi Contucci e Mauro Magatti hanno analizzato le sfide poste dall’innovazione digitale, con particolare attenzione al ruolo dell’Europa. Massimiliano Valerii, Francesco Clementi, Giampaolo Musumeci, Marco Bentivogli e Michela Ponzani si sono soffermati sui cambiamenti di carattere geopolitico, sociale e istituzionale. Davide Tabarelli, Marcello Miozzo e Antonio Brunori hanno discusso le tematiche legate alle fonti energetiche, all’ambiente e al patrimonio forestale, sotto la moderazione della giornalista Patrizia Feletig.
Furio Ravera e Chiara Giaccardi hanno esaminato il tema dell’equilibrio interiore e delle dinamiche relazionali.
Infine, l’importanza dell’equilibrio in ambito musicale è stata illustrata dagli interventi di Gianna Fratta e Dino De Palma presso il Teatro Dovizi di Bibbiena, insieme agli incontri dedicati agli studenti delle scuole del Casentino con Antonio Ferrara.
Accanto ai panel, momenti particolarmente significativi hanno restituito pienamente il senso del Festival, come la camminata culturale lungo l’Arno, partecipata da oltre trecento persone.
Le immagini di questa edizione restituiscono solo una parte dell’energia, della profondità e della qualità dei contributi che hanno animato il dibattito. Un patrimonio di idee e relazioni che conferma il valore di iniziative capaci di far crescere i territori attraverso cultura, confronto e partecipazione.
Il Festival si conclude, ma il dialogo continua: nei prossimi giorni saranno condivisi alcuni dei momenti più significativi degli eventi, per continuare a nutrire il pensiero e accompagnare ognuno di noi verso la costruzione di un futuro più in “equilibrio”.
Grazie a chi ha partecipato, ascoltato e contribuito.